Giovedì 28 aprile apriamo il dibattito sul tema del Metaverso, analizzandone le opportunità e le risorse, ma anche i rischi e gli aspetti ambigui che può comportare per gli esseri umani.

Il mondo sta evolvendo a una velocità che non è più quella legata ai ritmi dell’uomo ma è imprescindibilmente ancorata ai ritmi di crescita della tecnologia. Mondi virtuali, realtà aumentata, cryptovalute, nft… . Sono 350 milioni le persone che già abitano il Metaverso, 43 i mondi digitali attualmente esistenti.

Di questo universo ai confini con la realtà ne discuteremo nel talk gratuito di giovedì 28 aprile presso Spazio Murat, ore 18:00.

Una visione futuristica del mondo, che guarderemo con sguardo etico e virtuoso, analizzandone i pericoli e i benefici che essa comporta.

Chi saranno gli speaker che discuteranno con noi questo tema?

Giada Iodice, psicoterapeuta della Gestalt e Analisi Transazionale (formazione IGAT, Napoli), psicoterapeuta della coppia e della famiglia (formazione IGP, Arnesano), costellatrice Familiare.
Lavora nel campo delle Costellazioni dal 2009 quando ha conosciuto questo metodo per caso, grazie alla sua maestra e amica, la dott.ssa Sujey Aleman. Grazie alle Costellazioni Familiari ha potuto fare luce su molti aspetti della sua vita e ha deciso di trasformarlo nel suo lavoro.
Contemporaneamente all’università ha seguito una formazione biennale in Costellazioni Familiari e successivamente ha vissuto per un periodo in Messico dove ha approfondito il lavoro di Terapia Individuale con figure, il lavoro con i gruppi, la terapia della Seconda Nascita e la Terapia di Coppia.
Attualmente lavora come libera professionista conducendo terapie individuali, di gruppo, di coppia e di famiglia. Come consulente esterna, si occupa di supervisione e formazione di gruppi in ambito lavorativo.

Sergio Giorgio, esperto di progettazione e sviluppo di sistemi informatici, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale e innovazione tecnologica. Dopo aver conseguito la Laurea in scienze dell’informazione presso l’Università degli Studi di Bari, lavora per oltre un decennio come consulente presso la multinazionale “Alstom Ferroviaria” nella progettazione e sviluppo di sistemi ferroviari e sistemi embedded nell’ambito della sicurezza e dell’informazione al pubblico.
Successivamente segue una carriera professionale autonoma lavorando come freelance e collaborando con successo ad un progetto “Horizon 2020” della comunità europea.
Nel 2016 diventa CTO di Mindesk, startup Italo-Americana legata alla realtà virtuale, e sviluppa da solo il primo prototipo; riuscendo a ottenere investimenti istituzionali e privati. Successivamente all’acquisizione della startup da parte di una multinazionale italo australiana, si dimette e intraprende una nuova avventura con la startup Endymion, legata al mondo della realtà aumentata e all’innovazione tecnologica.

Con l’obiettivo di iniziare una discussione sana e consapevole, vi aspettiamo in numerosi!
Per partecipare al talk gratuito segui l’evento Facebook e iscriviti a questo link: https://bit.ly/36DHeL8 .

Gli hubbers di Impact Hub Bari raccontano la loro sul tornare nello spazio coworking dopo aver lavorato fuori dai confini italiani. Il risultato è una maggior carica nel lavoro e più voglia di stare in comunità.

Capita spesso per i lavoratori e gli studenti italiani di trascorrere degli anni all’estero per imparare la lingua o per trovare la propria strada. Scelta più che giusta se si vuole crescere professionalmente e/o provare a vivere la quotidianità lontano dalle proprie radici.

Così è stato per molti hubbers presenti in Impact Hub Bari, che per studio o per lavoro, si sono trasferiti fuori dai confini italiani. Trasferimento che gli ha permesso di conoscere nuove realtà, di lavorare a stretto contatto con la propria azienda, e di acquisire competenze personali e professionali che non avrebbero ottenuto in altra maniera.

Eppure, raccontano gli hubbers, arrivati a un certo punto della loro permanenza all’estero, hanno riscontrato la necessità di tornare “a casa” e di lavorare in maniera differente da come erano soliti fare, ovvero senza troppi vincoli e in un ambiente più caloroso e amichevole.

“Sono rientrata in Italia durante la seconda ondata di pandemia. Sono rientrata per il Covid sì, ma anche e soprattutto perché stanca di andare ogni giorno in ufficio e timbrare il cartellino. Avendo una figlia avevo bisogno di meno costrizioni di orari e di più libertà” – ha raccontato Roberta De Palma, hubber di Hub Bari dal 2015, che nel 2017 ha dovuto trasferirsi a Vienna per continuare il suo mestiere presso UNIDO (United Nations Industrial Development Organization), realtà che si occupa di stipulare programmi di green economy per le aziende del Medio Oriente.

“Ho lavorato a Vienna per 3 anni e mezzo e poi sono tornata a Bari. Una volta qui ho cercato un posto adatto a me per lavorare. Dopo essermi guardata un po’ attorno e avendo visitato altri spazi coworking, alla fine ho scelto di tornare in Hub: l’ambiente qui lo trovo estremamente positivo. Non è il classico ufficio grigio, e mi piace molto l’idea di avere uno spazio condiviso con altri lavoratori, dove è possibile parlare, interagire e creare (volendo) altre collaborazioni”.

È più o meno la stessa esperienza che racconta Ivana Calciano, traduttrice di testi inglesi in ambito marketing commerciale.

Ivana, originaria di Matera, racconta di essere stata, per più di 13 anni fra studio e lavoro, in diverse parti d’Europa, e di esser tornata in Italia con l’intenzione di provare a discostarsi un po’ dal suo mestiere e conoscere altre realtà: “Volevo stare a contatto con realtà sul territorio che fossero più giovanili e che mi permettessero di interagire con delle startup. Alla fine ho trovato Impact Hub Bari. Venire in questo spazio coworking mi motiva. Mi piace il movimento di gente che c’è, e apprezzo il lavoro che si fa per mettere in contatto fra loro le persone. È quello che stavo cercando”.

Dello stesso avviso è Gianluca Ameruoso, ingegnere informatico e programmatore di piattaforme Big Data per Infinite Lambda, hubber dal 2021: “Entrato in questa società di consulenza, la quale modalità lavorativa è completamente da remoto, ero convinto che lavorare da casa sarebbe stato il massimo; ma dopo due anni mi sono ricreduto. Mi piace stare in Hub e non tornerei indietro. Adoro il fatto di stare in uno spazio di coworking e l’idea di poter parlare con persone che fanno cose completamente diverse dalle mie. In Hub ho davvero trovato l’ambiente che cercavo”. “Inoltre – racconta Gianluca – ho visitato altri Hub presenti in Italia e all’estero ma, se magari possono essere più strutturati, non hanno la stessa espansività del sud e quella voglia di giusto svago a cui sono caro e a cui volevo tornare. Alla fine ho scelto Hub Bari anche per questo, se no me ne sarei andato a Milano!” 

In definitiva, gli hubbers di Impact Hub Bari affermano e testimoniano come il coworking, per la sua flessibilità, sia la soluzione ideale alle loro esigenze; e come lo stare in uno spazio dinamico e attivo, in confronto a un ufficio in casa o in azienda, aiuti a produrre un maggior e miglior profitto. Il giusto equilibrio fra lavoro e socialità permette inoltre di rimettersi a lavoro con più carica, e fa crescere la voglia di voler far parte di un gruppo, di una comunità“.

Gli hubbers sono la dimostrazione che il co-working aiuti effettivamente  a conoscere persone/realtà differenti e a fare rete; a scambiare idee ed opinioni (magari anche fuori dagli orari lavorativi) e a creare così collaborazioni, permettendo la crescita personale e professionale.

E tu, che ne pensi del coworking?

Se fai parte di uno spazio collaborativo, magari di un Impact Hub, dicci la tua. Se invece non hai mai provato questa esperienza, allora contattaci per far parte della nostra community!

Impact Hub Bari è sempre pronto ad accogliere nuovi membri come te.

Ti aspettiamo!

Secondo il Mckinsey Global Institute, la diversità di genere migliora il 15% le performance aziendali e per ogni aumento del 10% tra gli executive, l’azienda ottiene un aumento del reddito operativo fino all’8%

Negli ultimi dieci anni il dibattito sulla diversità e l’inclusione all’interno dei board è andato intensificandosi sempre di più.

Tra chi ha abbracciato la causa per una questione di immagine e chi invece si pone in maniera attiva nella creazione di politiche aziendali a favore dell’inclusività delle donne, è innegabile che avere una rappresentanza femminile elevata porti numerosi vantaggi, prima di tutto a livello economico.

L’impatto delle donne nei board

La domanda che ci si pone a gran voce è: perché è importante avere donne nel board di un’azienda e come impatta questa presenza a livello di ritorno economico?

Prima di tutto, è necessario partire da un assunto fondamentale: la diversità e l’inclusione generano vantaggio a tutti i livelli.

Numerosi studi dimostrano che avere dei team eterogenei permette di aumentare la capacità di innovazione e di problem solving in maniera esponenziale, il che si applica benissimo ai team operativi, dal marketing al product development.

Infatti, la diversity all’interno di gruppi di lavoro permette di affrontare una questione o un problema da diversi punti di vista, trovando soluzioni nuove e creative che, in alternativa, sarebbero difficili anche solo da immaginare; proprio perché, una sola persona o un gruppo omogeneo di persone, sono limitate dal loro proprio vissuto e dalla loro sola esperienza.

Inoltre, secondo i risultati ottenuti dal Diversity Brand Index (o anche detto DBI), nel 2019, 3 consumatori su 4 affermano di essere più sensibili al messaggio inclusivo dei brand: il 51% sceglie con convinzione brand inclusivi e il 23% preferisce i brand che investono sulla D&I. Quindi, l’impatto della diversity in azienda incide anche sulle vendite, migliorando i KPI economici.

Perciò promuovere temi di inclusione e diversità in azienda è un grandissimo vantaggio competitivo per le imprese, il che genera:

Non solo equità, ma valore economico

È importante affrontare la parità di genere all’interno dei management delle imprese anche dal punto di vista economico, per dimostrare che l’inclusione e la diversità non sono solo temi di equità, ma anche di business

Parlando di indicatori economici, infatti, uno studio effettuato dai ricercatori della Bocconi e della Consob, ha evidenziato che molti KPI aumentano quando la composizione del board vede almeno il 30% di donne.

In particolare, l’esperimento ha mostrato che:

Che dire, sono delle belle percentuali, vero? Il bello è che più aumentiamo la percentuale di donne nei board, più questi numeri tendono a crescere!

La crescita in termini di awareness e fatturato

Dimostrarsi un’azienda attenta e attiva nell’abbracciare politiche di inclusione e diversità, non è solo importante a livello decisionale e di operations interne.

Riuscire a comunicare in modo efficace tutti gli sforzi e le attività che l’azienda pone in essere per favorire D&I (diversity and inclusion), avvicina le persone e aiuta i consumatori a:

Infatti, le aziende che davvero si sono impegnate nel favorire l’inclusione nelle più alte sfere aziendali hanno registrato un +23% del fatturato nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Oltre le quote rosa!

Tuttə abbiamo sentito parlare almeno una volta delle quote rosa, vero?

Istituite nel 2011 per garantire la parità di genere, permette che, nei CDA delle aziende quotate e nelle partecipate pubbliche, almeno il 40% del personale sia di sesso femminile.

Le quote rosa sono state un’importante rivoluzione perché hanno obbligato aziende e organi pubblici a garantire la presenza delle donne.

Tuttavia, questo provvedimento non è sufficiente per assicurare la diversity e la rappresentanza femminile all’interno di gruppi decisionali. Per due motivi: il primo, sminuisce la professionalità della donna, perché fa passare il concetto che sia stata scelta solo per il suo genere; secondo, perché inserire un numero di donne all’interno di un team non significa che esse siano realmente incluse nei processi decisionali.

Perciò molte donne odiano le quote rosa e vorrebbero, invece, che la loro figura venga riconsiderata sotto una chiave diversa: quella della professionalità.

Non perché le donne siano più in gamba degli uomini, bensì perché sono diverse da loro ed è dalla diversità che nasce quell’innovazione e quella creatività che fanno crescere davvero le imprese.

L’inclusione non soltanto dal punto di vista delle donne

Fino ad ora abbiamo parlato di D&I concentrandoci sul tema del geneder balance.

Ma quando parliamo di inclusione e diversità ci riferiamo anche ad altre categorie di persone, dette “minoranze”, come:

Inclusione significa tutto questo. Significa dare la possibilità a qualsiasi essere umano, – perché è di questo che si tratta, di umani – di dare il proprio unico contributo e realizzarsi come persona all’interno di un sistema sociale (sia esso sessuale, identitario, sociale, economico, professionale).

Ogni persona è unica, con un proprio vissuto, una propria storia e sono le storie di ciascuno di noi a far progredire l’umanità e, in essa, le imprese.

Per questo noi dell’Associazione Puglia Women Lead ci impegniamo a promuovere e creare programmi formativi destinati prima di tutto alle donne, alle aziende, ma senza dimenticare che parità di genere, significa davvero tanto di più.

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Ti aspettiamo a braccia aperte 😉

Articolo di Gloria Elicio.

Stage in Impact Hub Bari

Impact Hub Bari é uno spazio di coworking per imprenditori e liberi professionisti che scelgono di lavorare in uno spazio bello, innovativo e dinamico. Impact Hub Bari é anche uno spazio per eventi, un luogo in cui networking e scambio di competenze permettono la crescita e lo sviluppo di progetti innovativi. Impact Hub Bari é un catalizzatore di relazioni e progettualità dove persone di diversa estrazione professionale – dalle industrie creative al mondo del no profit – vengono a lavorare, incontrarsi, imparare e collaborare.

Impact Hub Bari è parte di una rete internazionale di centri per l’innovazione sociale che si pone l’obiettivo di ispirare e sostenere il percorso di innovatori e imprenditori sociali che vogliono costruire un mondo radicalmente migliore. 

 

Cosa stiamo costruendo ad Impact Hub Bari con il nostro hosting team

Siamo prima di tutto una community. Il lavoro come Operation Host sará di accogliere i membri e gli ospiti esterni, cosí come faresti a casa tua, facendoli sentire accolti e speciali, di creare insieme a loro le condizioni per la collaborazione e anche di prenderti cura dello spazio di lavoro.

Chi cerchiamo:

Dettagli

Stage: Operation Host

Data inizio: Luglio 2021

Luogo dello stage: Impact Hub Bari

Etá massima: 30 anni

Per candidarsi inviare il proprio curriculum e lettera motivazionale a [email protected] con l’oggetto “Candidatura Stage Impact Hub Bari”.

Scarica QUI la tua candidatura come Operation Host!

“L’efficacia della comunicazione sta nella risposta che ottieni” 

Questo è un presupposto della PNL e trovo personalmente che sia meraviglioso. Perché? 

Perché pone la totale responsabilità della comunicazione nelle mani di chi trasmette il messaggio. Questo vuole dire che, se l’interlocutore non riesce a capirci o reagisce in maniera diversa dalle nostre aspettative, significherà che abbiamo usato una modalità di comunicazione “diversamente  funzionale” con quell’interlocutore.

Quindi Lorenzo, mi stai dicendo che è responsabilità mia se l’interlocutore non mi capisce?

Assolutamente si! Permettimi di spiegarti il perché.

Le parole comunicano le nostre idee, le nostre emozioni, convinzioni, e tanto altro.

Il dizionario della lingua italiana conferisce  un significato oggettivo e preciso ad ogni singola parola. 

Ma allora come mai, nonostante tutta questa oggettività, otteniamo risultati diversi ogniqualvolta comunichiamo con persone diverse anche usando lo stesso linguaggio? 

È molto semplice: credere che ci sia una lingua comune è solo un’illusione, così come lo è credere che ci sia una realtà comune! 

Il linguaggio non dipende dal significato ma dipende soprattutto dal significante, cioè dalla soggettività di colui che parla. Ogni parola può avere un significato specifico sul vocabolario, ma questo non preclude che ognuno di noi possa avere un’ interpretazione completamente soggettiva di quel significato.

Facciamo una prova, così da spiegarvi nel dettaglio cosa intendo.

Provate a pensare ad un “albero”, prendetevi qualche secondo…fatto?

Ora, se fossi difronte a tutti voi, vi chiederei a quale albero avete pensato e potrei scommettere che ognuno di voi ha pensato ad un albero diverso. 

Come faccio a dirlo con certezza? 

Perché è uno degli esperimenti che propongo durante i miei corsi per far comprendere il potere straordinario delle parole. 

Ma cosa intendo, esattamente, per “albero diverso”?

Ve lo spiego tra poco.

Ogni qualvolta noi pronunciamo o ascoltiamo una parola, attribuiamo a quella parola una rappresentazione, soggettiva, specifica. Essa può assumere forme diverse a causa delle diverse influenze esterne o interne. 

Per esempio, potreste immaginare un albero specifico in base al territorio nel quale vivete e nel quale è molto diffuso; oppure, potreste immaginare l’albero che produce il vostro frutto preferito e così via. 

Mettiamo il caso che due di voi abbiano pensato allo stesso albero, ad esempio un bellissimo ciliegio. Se vi chiedessi di descrivermi ciò che immaginate, uno di voi potrebbe rappresentarlo in fiore mentre l’altro potrebbe rappresentarlo con rami spogli. Questo dettaglio potrebbe dipendere dal diverso stato emozionale vissuto dalle due persone, in quel momento. Curioso vero? Tutto questo è accaduto dicendovi solo la parola “albero”.

E se vi dicessi invece, “politica”?

Questo è un piccolo assaggio del potere delle parole. 

Ora, permettetemi di condividere con voi uno dei principi fondamentali della comunicazione per usare al meglio questo potere così da ottenere risultati concreti ed efficaci nel momento in cui comunicate con qualcuno. 

Il principio del “Rimprovera il fai e proteggi il sei”

Questa è una strategia comunicativa che funziona benissimo con i  bambini ma per pura curiosità l’ho applicata anche ai miei colleghi e clienti. Risultato? Un cambiamento comportamentale repentino nei miei confronti e soprattutto nel dialogo con se stessi. 

Per farvela capire al meglio vi farò un esempio.

Prendiamo l’affermazione: ” Sei uno stupido”! 

Secondo voi qual è la reazione emotiva e mentale che avrà la persona che riceverà questo messaggio? 

La psicologia afferma che c’è una buona probabilità che la persona giudicata, penserà di “essere” uno stupido e non di “aver fatto” lo stupido. La differenza? E’ enorme! Il verbo “essere” è identitario, si riferisce cioè direttamente alla nostra identità e quindi a ciò che “siamo veramente“. L’identità è qualcosa che viene percepita dal nostro cervello come difficilmente modificabile.

Immaginate anche che questa identità venga attribuita in maniera ripetuta, nel lungo periodo, da una persona per noi importante come un datore di lavoro che stimiamo, un genitore, un partner o un amico. 

Sapreste dirmi quale risonanza avrebbe per noi questo giudizio? Con una buonissima probabilità diverrebbe “vero”!

E invece non è così, possiamo dire che noi abbiamo solo “fatto gli stupidi” e non “siamo stati stupidi“, utilizzando il verbo “fare” al posto del verbo “essere“, svincoliamo l’accusa dall’identità, incolpando quella singola azione in quel momento, senza dare per scontato che si ripresenterà.

Quindi come poter comunicare al meglio in questi casi? 

Utilizzate sempre un giudizio sul comportamento attuato, preservando l’identità in forma positiva. Esempio:

“Sei una persona estremamente intelligente, come mai questa volta hai fatto questo errore?”.

Ricordate che parlare e comunicare sono due azioni diverse. 

Quando “parliamo soltanto”, stiamo solo dando aria ai nostri pensieri che potrebbero essere distorti, incompleti o generalizzati. Mentre quando “comunichiamo”, sappiamo esattamente quale risposta potremmo ottenere dal nostro interlocutore, ponendoci costantemente al di fuori di ogni logica prescrittiva, valutativa o giudicante. Le probabilità di avere una comunicazione efficace, aumentano significativamente perché ci stiamo assumendo la responsabilità di ogni parola che pronunciamo e della reazione che susciteremo.

Insomma possiamo dire che saper comunicare è un arte che ci permette di ottenere risultati concreti, efficaci ed estremamente produttivi, sia su gli altri che su noi stessi. Quindi ricorda sempre che:

L’efficacia della comunicazione sta nella risposta che ottieni”.

Carmen Pisanello, Member Host presso Impact Hub Bari, classe 1989 e appassionata di fumetti, è l’autrice dei testi di “Scrivere sui muri”, libro grafico illustrato dallo spagnolo Elìas Tano, già conosciuto nel settore per essere l’autore di copertine e grafiche di diverse riviste.

Il progetto di “Scrivere sui muri” parte dalla street art, l’arte di strada, oggi ancora confusa dai più solo come vandalismo, lontano quindi dal concetto stesso di arte e ancora di più da quello educativo.

Le motivazioni che spingono gli artisti urbani a rappresentarsi in questo percorso non canonico sono le più disparate: dalla critica verso la proprietà privata alla libertà di esprimersi senza vincoli.

“Non bisogna sottovalutare il potere della verità su un muro”.

Nel volume i due autori prendono avvio da questa idea portando l’attenzione del lettore/genitore su una nuova concezione dell’attività.

“Quando cammini per la tua città, guardati bene intorno” è il suggerimento che si legge nella sinossi del volume.

“Graffiti squillanti sui vagoni, murales dipinti sui palazzi, scritte sghembe sul cavalcavia […] I muri diventano pagine illustrate, ricche di colori e di vita, nel libro aperto delle città”.

Le città in “Scrivere sui muri” diventano tele bianche pronte per essere riempite di colore e creatività, ci ricordano di essere bambini e di meravigliarci quando siamo fermi nel traffico o al rientro da una pesante giornata di lavoro. La città non è più uno sfondo incolore che guardiamo distrattamente, ma ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, rendendoci partecipi di messaggi spesso universali e di forte impatto – esempio tra tutti il famoso artista Bansky che riesce con pochi tocchi di vernice a farsi portavoce delle masse senza costrizioni.

“Scrivere sul muro è un po’ come gridare”.

I bambini hanno la capacità di cogliere la meraviglia, una capacità che tutti noi possediamo ma che diventa sempre più difficile tenere viva: Carmen Pisanello ed Elìas Tano ci invitano a non dimenticarlo e per farlo si rivolgono proprio a quella parte fanciullesca che risiede in noi, attraverso gli occhi pieni di stupore dei più piccoli.

La preoccupazione degli adulti”,  si legge in una pagina, “è quella di aver rovinato il muro”.

Scrivere sui muri spesso è proibito: oltre alla possibilità di essere multati si può incorrere nel rimprovero dei passanti perché il primo verbo che è sempre sulla bocca di tutti è “rovinare”.

Ma si tratta davvero di rovina quando siamo di fronte ad una forma di espressione?

Carmen ed Elìas invitano alla riflessione sulla differenza che intercorre tra cartelloni pubblicitari sparsi nella città a volte senza nessun controllo e questa forma di espressione.

Murales, graffiti, a cielo aperto queste opere sopravvivono ai loro creatori, destinate a far rimanere con il naso all’insù i passanti nel corso degli anni.

Il lavoro di Carmen Pisanello ed Elìas Tano è lodevole: in un percorso non sempre facile come quello dell’editoria indipendente (il volume è pubblicato dalla molto attiva casa editrice Momo Edizioni) queste opere fresche e alternative, dovrebbero essere conosciute e sfogliate da grandi e piccini.

Scritto da Sabrina Turturro.

 

Lavorare da uno spazio condiviso implica prendere in considerazione alcune regole non scritte per facilitare la convivenza tra i suoi membri.

In Impact Hub Bari lavoriamo affinché la comunità si senta a proprio agio e al sicuro e possa sfruttare tutto il suo potenziale nei nostri spazi. Abbiamo fatto uno sforzo per adattare i nostri servizi e spazi per rispondere ai nuovi bisogni della società e per continuare a supportare aziende e persone nello sviluppo dei loro progetti e attività di impatto. La rete Impact Hub è nata per promuovere spazi di lavoro collaborativi. Questa idea continua ancora oggi, sebbene i membri possano godere di spazi privati ​​come uffici o sale riunioni.

Tuttavia, scegliere uno spazio di coworking per lavorare significa entrare in dinamiche diverse da quelle che trovi in ​​un ufficio convenzionale. Per questo abbiamo chiesto ai nostri membri quali sono le regole per una buona convivenza in un coworking e le abbiamo raccolte qui. Prendi nota!

1. Prenditi cura degli spazi comuni

Il modello di coworking è progettato per condividere le risorse, quindi l’uso che ne facciamo influenzerà direttamente il resto dei colleghi. Ad esempio, dopo una pausa caffè, assicurati di lasciare tutto ben pulito.

2. Conoscere la filosofia di lavoro

Se vai a lavorare in un coworking è necessario che tu conosca e condividi la filosofia del lavoro collaborativo, che include valori come l’empatia, l’ascolto attivo e la cordialità. Ciò significa, ad esempio, salutare quando si arriva allo spazio la mattina, essere disponibili per la conversazione nelle aree comuni o rispettare gli altri membri.

3. Ricordati di prenotare le sale per le tue riunioni

Impact Hub Bari dispone di sale attrezzate per ospitare riunioni o eventi da remoto. Per questo motivo è consigliabile utilizzarli – prenotandoli in anticipo – per effettuare le proprie chiamate o riunioni da remoto o di persona. In questo modo ti assicuri di non disturbare chi ha bisogno del silenzio per lavorare. C’è spazio per tutti! Ciò migliorerà anche la tua produttività e quella delle persone intorno a te.

4. Non occupare spazi comuni solo per te

Tenere in considerazione gli altri è fondamentale quando si utilizzano gli spazi: ricorda sempre che sei in un luogo condiviso. Se sei uno di quelli a cui piace lavorare al tavolo da cucina, devi ricordare che l’uso prioritario di quello spazio durante l’ora di pranzo sarà un altro.

5. Rispettare le norme igieniche e anti-COVID

Impact Hub Bari ha incorporato e adattato i suoi spazi di lavoro alle nuove circostanze, con rigide misure di salute e sicurezza, in modo che oltre ad essere fonte di ispirazione, sia sicuro lavorare nel coworking. Dispone di tutte le misure igieniche, DPI e informazioni costantemente aggiornate.

6. Conosci tutti i vantaggi della tua membership

Scopri i vantaggi della tua membership per ottenere il massimo dai servizi che hai a portata di mano. Nel caso di Impact Hub Bari, puoi avere accesso a sale riunioni gratuite, servizi per la tua azienda come l’accompagnamento a bandi regionali, sconti con i nostri partner, sconti per servizi offerti da altri hubbers, ricezione di pacchi e lettere, Hub Passport per fruire di uno spazio Impact Hub in più di 100 città in tutto il mondo (gratis!)

7. Sii proattivo e condividi idee per il miglioramento continuo

Vedi qualcosa che potrebbe essere gestito diversamente? Riesci a pensare a un miglioramento a vantaggio della comunità? La tua esperienza migliorerebbe con un cambiamento a cui hai pensato? Sentiti libero di comunicare le tue idee. Il nostro team di host è il punto di riferimento del nostro spazio per ascoltare attivamente le esigenze della community e, allo stesso tempo, rendere più facile la vita quotidiana dei membri.

Queste 7 regole per la convivenza riassumono lo sforzo di una comunità di professionisti e aziende che condividono lo spazio di lavoro e un team impegnato che lavora.

Manifesto del coworking

  1. Collaborazione al di sopra della concorrenza.

  2. Community al di sopra delle to-do List.

  3. Meglio partecipare che osservare.

  4. Non solo dire, soprattutto fare.

  5. Amicizia invece di formalità.

  6. Audacia contro conservatorismo.

  7. Apprendimento contro esperienza.

  8. Le persone prima delle personalità.

  9. Ecosistema basato sui valori, più che sulla catena del valore.

Grazie al contributo della Dott.ssa Alessandra Stella Caravella, psicologa e psicoterapeuta in formazione Gestalt, abbiamo deciso di parlare di Burnout: ovvero problematiche correlate allo stress da lavoro che sempre più riguardano i lavoratori in questo periodo.

Un tema chiave in questo periodo poichè rappresenta l’altra faccia dello smartworking (o remoteworking), soprattutto per chi lo svolge da casa.

 

Ecco che nello specifico, Alessandra ci parla del Burnout una sindrome da stress correlata al lavoro, e si manifesta con una sintomatologia mista, a tratti simile alla depressione.

Si tratta di uno stato che coinvolge l’individuo da ogni punto di vista: ha un impatto sullo stato emotivo, sui pensieri e sul comportamento.

La traduzione letterale della parola Burnout è bruciarsi: la persona ha la sensazione di non aver più nulla da dare, di aver consumato tutte le energie a sua disposizione.

Le cause fanno riferimento alle caratteristiche del lavoro, ed alle caratteristiche della persona. Sono più esposte le professioni usuranti ed emotivamente coinvolgenti, così come persone ambiziose e con elevate aspettative. Questo ha a che fare con i confini e con i limiti che la persona riesce a stabilire tra le differenti aree della propria vita.

L’attuale situazione sanitaria ha modificato profondamente le modalità di gestione dei tempi e degli spazi lavorativi, soprattutto per alcune categorie. Facciamo riferimento allo smartworking.

Quali sono le conseguenze del lavoro agile svolto in casa? Uno dei dati di fatto è che si è sempre reperibili, la vita privata si riduce, si ha la sensazione di non differenziare mai il contesto lavorativo da quello domestico, le relazioni sociali sono minime, le distrazioni sono moltissime.

Da sempre, le categorie più a rischio di burnout e delle problematiche correlate allo stress da lavoro, sono state le professioni di cura: infermieri, medici, psicologi. Questo perchè, all’interno di una relazione d’aiuto è più difficile stabilire un confine e riuscire a gestire la sofferenza dei pazienti senza farsene carico anche nella vita privata.

Oggi accade lo stesso con lo smartworking: categorie apparentemente meno a rischio di burnout, stanno iniziando a soffrirne proprio a causa della difficoltà a differenziare gli spazi privati da quelli professionali.

COSA FARE: 4 SUGGERIMENTI UTILI

  1. Definisci degli obiettivi chiari e raggiungibili. Non eccedere. Hai bisogno di tempo per ricaricare le batterie, e fare qualcosa che permette alla mente di staccare la spina.
  2. Dedica impegno alla cura di te. Anche se trascorri il 90% del tempo in casa è importante non trascurare l’igiene personale, l’attività fisica, il numero di ore di sonno ed una alimentazione equilibrata, con un moderato consumo di alcol.
  3. Interrompi il contatto con la tecnologia quando puoi e dedicati alle persone a te care. L’essere umano vive di relazioni sociali: in assenza di contatto con gli altri, è difficile anche il contatto con te.
  4. Disciplinati, utilizza 10/15 minuti al giorno per dedicarti ad una attività costante. Puoi sceglierla in base alla tua curiosità ed interessi. La disciplina insegna a fare le cose con moderazione, ed aiuta a scoprire che il punto di equilibrio è interno e non esterno
  5. Se hai la possibilità di scegliere da dove lavorare, anche solo per qualche ora al mese, cerca uno spazio alternativo, per esempio un coworking come Impact Hub Bari che offre diverse possibilità, tariffe orarie flessibili e totale sicurezza negli spazi.

 

Alessandra Stella Caravella, psicologa e psicoterapeuta in formazione Gestalt.

Remoteworking, smartworking… coworking? Come è cambiato il vocabolario del lavoro? Per alcuni, già prima ma per quasi tutti dopo la Pandemia e il primo lockdown, il modo di vivere e pensare il lavoro è cambiato.

Nessuno avrebbe mai pensato che lavorare da casa potesse essere la regola generale, così come nessuno avrebbe mai pensato che molte aziende avrebbero optato per i coworking come sedi operative distaccate, per il reintegro dei propri dipendenti.

Insomma, l’ufficio come l’abbiamo sempre conosciuto, non appare più la regola e questo ha i suoi vantaggi.

La scelta del coworking appare in tempo di Covid, una valida alternativa al classico ufficio aziendale o anche allo stare a casa (cosa che a volte si traduce nello scappare in un bar per cambiare aria, quando i vari DPCM ce lo consentono!).

La pandemia ci ha sicuramente insegnato ad invertire i paradigmi, ed è per questo che ad oggi, tra i frequentatori dei coworking, ci sono i dipendenti di imprese consolidate, persino multinazionali che lo affiancano in maniera flessibile al remoteworking e allo smartworking.

Ma perché queste aziende stanno optando per i coworking?

Per la prima volta nella storia, le aziende si sono viste costrette a vedersi in modo diverso: la sede operativa dei propri dipendenti non è più l’azienda ma diventa la casa stessa del lavoratore. Questo, almeno in una prima fase, ha portato ad una “perdita del controllo” sui lavoratori, dall’altra ha portato quest’ultimo a lavorare senza orari, con riunioni e consegne ad orari impossibili. Lo spazio di lavoro e quello della vita privato si fondono, i confini tra l’uno e l’altro sono più sfumati. Questo sicuramente non fa bene: tutti abbiamo potuto constatare che non sempre le condizioni lavorative a casa sono ottimali o riescono a coincidere con la produttività che il lavoro richiede.

Per questo, dopo i lunghi mesi di remoteworking, confinati a casa a causa della pandemia, gli spazi di coworking possono rappresentare per le aziende ed i loro dipendenti, un momento di transizione:
un ambiente informale e stimolante, una community multidisciplinare e sempre pronta al confronto e alla crescita professionale, uno spazio di ispirazione e dinamico.

Inoltre molto spesso, gli spazi di coworking sono uffici bellissimi e ampi fatti per ospitare più persone e garantire la privacy di ognuno dei suoi membri (ed in questo periodo anche la sicurezza sanitaria dei propri membri).

Se le aziende più strutturate iniziano ad affacciarci da qualche mese ai coworking, i freelance e gli startupper ne rappresentano la linfa vitale: aperti e collaborativi, hanno bisogno di una community per fare networking e cercare nuove collaborazioni e opportunità.
Ma la scelta del coworking può anche essere più pratica: avere la possibilità di stabilire la propria sede legale o sede operativa, ospitare dei clienti in uno spazio riunioni dotato di ogni servizio tecnologico, flessibilità nelle tariffe.
Insomma, cose che lavorando da casa, sono più difficili da gestire.

Hai mai provato a lavorare in uno spazio di coworking?

Mettiti in contatto con lo staff di Impact Hub Bari e richiedi il tuo Hub Day gratuito! Saremo lieti di ospitarti e farti vivere una vera hub experience! Tutti coloro che prenoteranno un Hub Day gratuito, avranno accesso ad uno sconto del 50% sul primo mese della membership scelta.

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Coworking: ne avete mai sentito parlare?

L’ufficio tradizionale sta lasciando il posto ad una concezione molto più innovativa del lavoro: Coworking. In questo articolo vi spieghiamo 5 buoni motivi per condividere uno spazio di lavoro invece di rimanere isolati (e magari con il portafogli più leggero) tra le vostre quattro mura.

Il Coworking è molto più di un modo di lavorare. E’ vero e proprio stile che predilige la condivisione degli spazi, mantenendo, però, l’autonomia delle attività.

L’isolamento: il rischio delle professioni moderne. I professionisti che lavorano da casa o quelli che viaggiano finiscono spesso per svolgere la propria attività in condizioni di isolamento. Perdere la concezione dell’interazione umana è la cosa peggiore che possa accadere ad un brillante lavoratore autonomo. Il Coworking può essere una soluzione perché l’ambiente condiviso ha anche la funzione di mettere in contatto le persone e favorire le collaborazioni, grazie alla sinergia che si crea in maniera naturale.

I 5 vantaggi dell’ufficio condiviso. Perché scegliere il Coworking?

I motivi per scegliere la condivisione dello spazio di lavoro sarebbero innumerevoli, ma possiamo sintetizzarli in 5 buoni motivi. Eccoli:

Il Coworking è il futuro del lavoro, perché il mondo si può cambiare e anche subito, ma bisogna essere uniti. Noi di questo ne siamo convinti, ma siamo altrettanto determinati nell’affermare che ciò non può avvenire in piccoli spazi di lavoro senza valori e regole condivise. Da Amsterdam a Johannesburg, da Singapore a San Francisco, Impact Hub è un network internazionale di coworking in costante crescita; mette in rete più di 15mila professionisti che hanno scelto la strada della condivisione, e non solo. Innovazione, rispetto per l’ambiente e per gli altri, creatività e cultura sono alla base della crescita. Oltre 90 Impact Hub sono già aperti in tutto il mondo e ognuno ha la sua community con i propri eventi e iniziative. Grazie alla rete impact Hub, infatti, lo spazio diventa il luogo nel quale convertono i più interessanti progetti di innovazione sociale.

Ma adesso siamo noi a chiedervi: perché rimanere isolati quando esistono almeno 5 buoni motivi per scegliere il Coworking?

BegIN è una proposta di HUB Bari per accompagnare un team nell’avvio e nello sviluppo della propria idea e del proprio progetto imprenditoriale. L’obiettivo è quello di offrire concrete forme di sostegno a chi sta avviando un’attività, ma anche a startup, piccole imprese e no-profit già avviate.

Con un solo servizio avrai a disposizione:

-una sede operativa per il lavoro del tuo team presso la struttura di HUB Bari;
-un gruppo di consulenti per l’accompagnamento legale, fiscale e contabile della tua attività;
-un gruppo di facilitatori che ti permetteranno un processo di connessioni e networking necessari allo sviluppo del tuo progetto.

Il tutto in piena coerenza con lo spirito di The HUB, per favorire la crescita dell’innovazione sociale e dei suoi protagonisti nel territorio pugliese.

Sono compresi i seguenti servizi: 

Anchor desk

Uno spazio di lavoro dedicato con connessione internet in fibra ottica, sala riunioni, domiciliazione postale, e utilizzo di vari spazi condivisi.

Consulenza legale

Per ottenere un inquadramento delle opzioni normative a disposizione e una valutazione giuridica e legale di ogni ambito del proprio progetto (contrattualistica, rapporti fra parti, questioni societarie e del lavoro, ecc.). I consulenti coinvolti coprono direttamente gli ambiti del diritto civile, del lavoro e amministrativo.

Consulenza fiscale

Gestione degli adempimenti fiscali (dichiarazione redditi ed Iva, calcoli imposte e compilazione modelli, ecc.) e il supporto nella valutazione e nella applicazione della normativa fiscale (Iva, Irpef, Ires, Irap, imposte indirette, ritenute ecc.); analisi e consulenza per problemi fiscali e gestionali di carattere ordinario, consulenza sull’aggiornamento della normativa fiscale (applicazione di nuove normative per le imprese) e sulle agevolazioni e i crediti d’imposta; Consulenza di carattere generale circa la scelta della ragione o denominazione sociale, ove non ancora avvenuta.

Contabilità

Tenuta dei libri contabili e gestione degli adempimenti fiscali ordinari (Iva, dichiarazione dei redditi, Irpef, Ires, Irap) e assistenza continuativa su questioni fiscali o commerciali connesse alla tenuta della contabilità.

Vi ricordate quando a HUB Bari abbiamo invitato Juan Freire e Felix Lozano per realizzare un workshop sul Design Thinking?

È passato un po’ di tempo, ma l’idea di portare a Bari nella sede di The HUB un programma basato su questa metodologia innovativa è andata avanti.

Grazie a Giovanni D’Aloia– nostro hubber- e allo staff di Kinovan – Creativity on the Road abbiamo potuto girare e montare un bellissimo reportage che racconta le fasi del workshop e che ci trasmette tutta l’energia che si è creata tra le persone che vi hanno partecipato con entusiasmo e voglia di conoscere strumenti e metodologie di lavoro nuove.


Attualmente ci sono arrivate diverse candidature e 4 progetti sono stati selezionati per partecipare a buildUP- impara imprendendo un programma di accelerazione di impresa basato su metodologie molto innovative che in tutta Europa e nel mondo sono utilizzate ampiamente a livello imprenditoriale: Design Thinking, Teampreneurship e Team Academy.

Come si è strutturato il workshop? Abbiamo messo insieme persone diverse, con background formativi differenti, e che tra loro non si conoscevano. Il workshop si è diviso in tre fasi:

Fase 1: formato il gruppo di lavoro, ogni componente doveva proporre l’idea di impresa e decidere in team quale delle idee proposte dovesse essere portata avanti. La metodologia di Design Thinking mira a creare empatia tra persone che devono lavorare insieme a un’idea progettuale.  Ogni componente del team deve sentire ciò che gli altri sentono. In questo modo è più facile che elementi prima sottovalutati possano emergere, migliorando l’idea di partenza che non sarà più del primo proponente ma di tutto il team.

Fase 2: in questa seconda parte il team deve riformulare l’idea di partenza mettendo insieme i feed-back emersi durante il lavoro di gruppo. Il progetto iniziale è quindi rielaborato e migliorato e passa a una prima fase di prototipazione. Il team deve sforzarsi in questa seconda fase di essere il più creativo possibile, magari anche proponendo idee bizzarre perchè a volte è proprio da queste che vengono fuori le migliori idee.

Fase 3: i team hanno infine presentato i risultati ottenuti dopo 4 ore di lavoro. È stato un momento divertente, perchè ogni gruppo ha scelto la propria modalità di presentazione; e utile, perchè ha permesso di dimostrare che utilizzando delle metodologie di lavoro specifiche si possono ottenere risultati che più soddisfacenti.

Un nostro sentito ringraziamento va ad ARTI Puglia e al programma Laboratori dal Basso che ci ha permesso di invitare Juan Freire, Felix Lozano, Martina Minnucci e Isabel Avila e allo staff di Kinovan media partner del progetto buildUP.

Forse qualcuno di voi se ne sarà accorto guardando trasformarsi poco alla volta il sito web www.bari.the-hub.net in www.bari.impacthub.net.

Beh, tra qualche giorno sarà ufficiale! Abbiamo quindi pensato di prepararci al lancio, insieme a tutta la rete Hub Italia, postando ogni giorno una foto diversa che ritrae gli Hubbers di tutta Italia al lavoro!

Per noi Impatto è anche questo! E allora, #HelloImpact!

A partire dal mese di Novembre, per i membri di Casa Netural e Impact Hub Bari, sarà possibile partecipare ad un’interessante iniziativa: sCAMBIAMOci

Casa Netural e Impact Hub Bari provano ad aprire un canale di collegamento privilegiato tra i territori della Puglia e della Basilicata, partendo proprio dai progetti e dalle iniziative dei propri “abitanti”. Sarà un’occasione per rafforzare le proprie reti e “sperimentare la scalabilità” di alcuni progetti su territori vicini e simili, non tanto per conformazione geografica e naturalistica, quanto culturale.
Due volte al mese (una a Matera e una a Bari) si organizzeranno degli “scambi di co-workers“: i rispettivi members potranno lavorare negli spazi di Impact Hub Bari e di Casa Netural, grazie all’organizzazione di un servizio di car-pooling. Un’occasione unica per creare incontri impensabili, scambiare storie ed imparare dai territori vicini.
Il primo scambio è previsto per il 13 novembre, data in cui i membri di Impact Hub Bari saranno a Casa Netural, mentre il 28 novembre sarà possibile partecipare al primo car-pooling di Casa Netural per andare a lavorare negli spazi del co-working barese.

Se sei di Impact Hub Bari puoi scrivere a [email protected] e se sei di CasaNetural scrivi a [email protected]

Primo Hub Business Express dell’era Impact Hub!

Venerdí 8 novembre, a partire dalle ore 17:00, all’interno di Impact Hub Bari si terrá l’Hub Business Express, appuntamento che ogni 2 mesi mira a presentare le partnership e i progetti sviluppati all’interno della rete Impact Hub Bari. Ecco i protagonisti:

OFFICINE TAMBORRINO

Officine Tamborrino, partner di Impact Hub Bari, presenta “Orizzonti d’acciaio“, un evento dedicato a chi ama e crea il design e vuole avvicinarsi all’acciaio, come materiale che può offrire inedite possibilità di espressione.

Con un approccio interattivo, saranno offerti spunti e analisi sulle tecniche di lavorazione del metallo, sui contenuti concettuali di questo genere di design, e sul marketing specifico legato a questo segmento di mercato.

Sarà un momento raccontato da chi crea innovazione giorno dopo giorno; un confronto aperto e propositivo con i partecipanti che potranno incontrare i referenti di un’azienda manifatturiera che trasforma l’acciaio da oltre cinquanta anni e opera anche sulla base degli input che provengono dai creativi.

E sarà proprio un creativo, un designer con esperienze trasversali, a presentare i nuovi orizzonti operativi di questo settore, i limiti e le potenzialità del materiale, la necessità di coniugare logica artigianale e dimensione industriale e seriale.

Il Business express è il primo evento realizzato in collaborazione con Impact Hub Bari e segna l’inizio di una collaborazione che si svilupperà per l’intero anno 2014 coinvolgendo designer e creativi in una serie di attività che verranno illustrate proprio in occasione di questo appuntamento.

Interverranno:

Licio Tamborrino, da oltre 20 anni alla guida dell’azienda Scaff System, in veste di direttore commerciale.

Davide Negri, architetto e designer nel campo del furniture, lighting, interior design e allestimenti. I suoi progetti sono stati esposti a fiere e manifestazioni di settore a livello nazionale e internazionale in Europa, Australia e Corea.

Domenico Laviola, Export manager di Scaff System

RTPB: RETHINK PUBLIC BUILDINGS

Micaela Tigre e Stefania Barberio con il loro progetto Rethink Public Buildings a realizzare una piattaforma digitale interattiva al fine di monitorare i consumi energetici degli edifici pubblici e di ottimizzare gli interventi manutentivi riducendo tempi e risorse. Casi pilota sei istituti di istruzione secondaria siti nel Comune di Monopoli.

EUROJAIL

Il progetto eurojail è portato avanti dalla società 7tre5 di cui fanno parte Francesca Ferraresi, Franco barbieri, e Filippo Zanella.

Nel pieno di una grande trasformazione, gli innovatori intravedono possibilità inesplorate: chiunque può esserlo, noi, voi, i detenuti. I detenuti sono soggetti attivi e pensanti che devono essere messi nelle condizioni di diventare protagonisti, innovatori creativi e responsabili, co-autori di progetti e non meri fruitori di servizi.

Quando viene data l’occasione di concretizzare una visione, di investire le loro migliori energie, di utilizzare la scienza e le tecnologie più recenti per intercettare e soddisfare i bisogni emergenti, si genera evoluzione e sviluppo

SM(ART) SEQUENCES

Di Sm(Art) Sequences fanno parte Antonello Arciuli e Manuel Laperchia due musicisti con la passione per le sonorizzazioni. Il progetto intende valorizzare la professionalità acquisita in anni di studi e di pratica per realizzare musiche create su misura per ogni necessità, senza ricorrere (come sempre più accade oggi) alle musiche generiche dei grandi supermercati online. Per valorizzare al meglio un prodotto fruibile di qualunque natura, la musica non può che essere, a nostro parere, originale ed unica.

UPTIMIZATION: UPTIMIZE YOUR BUSINESS

UPtimization é un’agenzia di marketing che nasce dall’idea di quattro amici/colleghi, Giovanni D’Alessandro, Cassandra Menga, Andrea Durano e Donatella Pastore. Dopo aver vissuto e lavorato per anni a Londra, hanno deciso di portare il loro know-how non semplicemente in Italia, ma proprio in Puglia, per offrire servizi di digital marketing alle imprese che vogliono sfruttare le nuove opportunità del web.

Dal 22 al 24 Novembre Impact Hub Bari ospiterà la seconda parte dell’evento Canon Live Experience 2013, una settimana intera con inizio il 15 Novembre, dedicata al digital imaging.

Canon Live Experience rappresenta un ponte verso il mondo della fotografia e del video in un contesto aperto e stimolante che permette un confronto ininterrotto tra coloro che vogliono condividere una passione o cercano riscontri da parte di esperti e professionisti.

Il continuo avvicendarsi di workshop, mostre e dibattiti rende questo evento dedicato al digital imaging, un appuntamento pressoché obbligatorio per tutti coloro che hanno a cuore il mondo dell’immagine.

La presenza di personaggi di grande spessore, consentirà di affrontare le varie tematiche con la necessaria autorevolezza e competenza.

Ecco il calendario degli eventi che si terranno presso il nostro spazio:

Venerdì 22 Novembre

Sabato 23 Novembre

Biblioteca:

Sala Eventi (Set live)

Domenica 24 Novembre

Biblioteca:

Sala Eventi (Set live)

SET LIVE (The Hub):

Il primo Ottobre 2012 Impact HUB Bari ha aperto ufficialmente, con i suoi 20 membri e uno spazio ancora work-in-progress. Ora, a distanza di oltre un anno, di progressi ne abbiamo fatti tanti.

Più di 110 membri iscritti, uno spazio di lavoro bellissimo ed unico sul nostro territorio, nuovi progetti, eventi, attività, incontri.

Ma cosa succede ogni giorno a The HUB Bari? Come è il nostro vivere quotidiano?

Tutte le mattine apriamo alle 8:30 e in base alle giornate l’affluenza non è sempre la stessa. Sono pochi gli hubbers che arrivano prima delle 10.00 per occupare la propria scrivania ma d’altronde sono tutti liberi professionisti! Ognuno qui gestisce i propri orari in base alle proprie esigenze professionali e personali… è il bello di essere capi di se stessi, no?

Normalmente alle 11:00 scatta l’ora del primo caffè, qualcuno prepara la moka e invita chi è seduto a lavorare a prendere un caffè, ci si conosce meglio ed  è così che capiamo che Francesco della scrivania accanto è proprio la persona di cui avrei bisogno per gestire un progetto un poco più complesso e che il mio cliente mi ha proposto.

Ad HUB Bari non vige il sacro silenzio, ma durante gli orari lavorativi puoi vedere le testoline di tutti immerse nel proprio lavoro.

Lo spazio di coworking di The HUB Baritavoli a elica The HUB BariVista spazio di coworking The HUB Bari

Alle 14:00 si pranza e non è strano che arrivi qualcuno e prepari una pasta al ragù per tutti… è proprio ciò che sta facendo Antonella in questo momento. Il venerdì poi è il giorno delle sexy salads, ognuno porta qualcosa e la condivide con gli altri, così il giorno che chiude la settimana diventa anche il giorno in cui poter fare il punto della situazione, parlare di qualcosa che riteniamo importante e perchè no, farsi due risate tra persone che ogni giorno lavorano insieme.

Qui capita che la felicità di qualcuno sia un motivo di felicità per tutti. Pochi giorni fa ai ragazzi di Meeting Points sono arrivati i nuovi pc, i telefoni, insomma l’occorrente per sviluppare appieno il loro progetto. È un team di 7 ragazzi di 25 anni, il più giovane qui a The HUB Bari, la loro esultanza è stata motivo di gioia per tutti perchè è soprattutto questo che accade a Impact HUB… si diventa una community affiatata di persone che condividono uno spazio.

Nel pomeriggio scatta l’ora del té o con la bella stagione anche del gelato. Poi alle 20:30 si chiude.

Qualche giorno fa in un momento di pausa, alcuni hubbers dicevano che The HUB è ormai essenziale per la propria attività lavorativa, che grazie a questo spazio hanno imparato a lavorare meglio e in modo più metodico, c’era anche chi diceva che ha stretto delle collaborazioni importanti che hanno generato nuove opportunità di lavoro.

Ecco, per noi questo è fondamentale, perchè l’obiettivo di questo spazio è anche quello di amplificare le opportunità di tutti e se in soli 7 mesi qualcosa è accaduto allora sì, possiamo dirlo: THE HUB… un altro mondo non solo è possibile, sta già accadendo!

Volete far parte di questa vibrante community? Scrivete a [email protected] o venite a trovarci!

Segnaliamo con molto piacere una notizia importante sul Premio Marzotto:

Una delle migliori startup italiane svilupperà il proprio progetto nella rete di Impact Hub Italia, nell’ambito del premio Marzotto, i cui vincitori saranno proclamati oggi. La rete italiana di Impact Hub ha offerto un percorso di incubazione del valore di 30mila euro a una delle dieci startup premiate nella categoria “Dall’idea all’impresa”, riservata agli Under 35.

Il Premio Gaetano Marzotto, istituito nel 1951 e ripreso nel 2001, sarà assegnato giovedì 28 novembre a Valdagno, in provincia di Vicenza, ai 19 migliori progetti di start-up italiani con l’evento “Banda Larga, l’orchestra dell’innovazione italiana”. L’obiettivo è di riconoscere il valore delle imprese che producono effetti positivi economici, occupazionali e sociali sul territorio italiano, con un’attenzione particolare alla filiera del Made in Italy.

Quattro le categorie (Premio Impresa del Futuro, Premio per una Nuova Impresa Culturale e Sociale, Premio dall’Idea all’Impresa e quest’anno si aggiunge anche il premio speciale UniCredit – Talento delle Idee) che verranno premiate da altrettante giurie.  Quest’anno sono sono 54 le start up finaliste di cui 5 provenienti dal Sud (1 da Bari, 1 da Palermo, 2 da Cosenza, 1 da Napoli).

Il Premio Impresa del Futuro assegnerà 250mila euro a chi opera in particolare nel settore del Made in Italy. I settori interessanti sono moda e tessile, agroalimentare, turismo, farmaceutico, meccanica, casa, arredamento e ambiente. Nel 2013, i progetti inviati rientrano per il 27% nel settore agroalimentare, per il 21% nel settore ambientale, per il 15% nel settore turismo.

I 100mila euro del Premio per una Nuova Impresa Culturale e Sociale andranno a chi opera nel terzo settore e nei servizi culturali, sociali, alla persona e all’ambiente.

Per gli under 35 c’è Premio dall’Idea all’Impresa, che prevede percorsi di affiancamento e formazione per le 10 più innovative idee di fare impresa, fra cui la rete di Impact Hub. Nel 2013, il 62% dei progetti rientrano nel settore web-digitale-new media, il 15% nel settore industriale.

Infine il riconoscimento UniCredit – Talento delle Idee prevede percorsi di crescita e formazione dedicati, non corrisposti in denaro, per 7 start up rientranti nell’ambito dei settori ict, digital e social, life science, nanotech, Moda e Design, Cleantech, Robotica, Agrifood, Turismo.

Casa Netural e Impact Hub Bari provano ad aprire un canale di collegamento privilegiato tra i territori della Puglia e della Basilicata, partendo proprio dai progetti e dalle iniziative dei propri “abitanti”. Sarà un’occasione per rafforzare le proprie reti e “sperimentare la scalabilità” di alcuni progetti su territori vicini e simili, non tanto per conformazione geografica e naturalistica, quanto culturale.

Due volte al mese (una a Matera e una a Bari) si organizzeranno degli “scambi di co-workers“: i rispettivi members potranno lavorare negli spazi di Impact Hub Bari e di Casa Netural, grazie all’organizzazione di un servizio di car-pooling. Un’occasione unica per creare incontri impensabili, scambiare storie ed imparare dai territori vicini.
Durante l’incontro del 12 Dicembre, nel pomeriggio, sarà possibile seguire un incontro dedicato alle possibilità di Horizon 2020, a cura di un Hubber di Impact Hub Bari.

Ecco il calendario:

  • 12 Dicembre Casa Netural visita Impact Hub Bari
  • 18 Dicembre Impact Hub Bari visita Casa Netural
  • 15 Gennaio Impact Hub Bari visita Casa Netural
  • 30 Gennaio Casa Netural visita Impact Hub Bari

 

Per partecipare al prossimo incontro di sCAMBIAMOci, compila questo form di richiesta

 

Per maggiori informazioni scrivete a [email protected] o [email protected]

Nasce un concorso di idee per la costituzione di un’impresa sociale che recuperi e riutilizzi gli sprechi della filiera agroalimentare

Fino al 12 gennaio 2014 tutti possono provare a fare qualcosa di realmente innovativo: pensare a una soluzione per ridurre gli sprechi della filiera agroalimentare.

Se hai un’idea per evitare che ogni anno vengano buttate tonnellate di cibo ancora buono, puoi presentarla al concorso “Food Waste Reduction” promosso da Impact Hub Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie onlus.

L’iniziativa si propone di lanciare un progetto di impresa sociale che operi nel settore del “Last minute market” trovando delle modalità per l’utilizzo di prodotti alimentari che vengono ritirati dal mercato (con particolare riferimento alla grande distribuzione) a causa di date prossime alla scadenza, difetti di confezionamento o altre ragioni che però non ne compromettono la commestibilità.

Il tema degli sprechi alimentari è particolarmente rilevante in un contesto di crisi che ha innalzato drammaticamente il numero di persone indigenti.

Il “Last minute market” ha l’obiettivo di quantificare e intercettare gli sprechi di alimenti commestibili, reimmettendoli nel mercato e destinandoli a persone svantaggiate, con il doppio effetto di trasformare uno spreco in risorsa, e di ridurre i costi di smaltimento per i punti vendita coinvolti.

La scadenza per l’invio delle proposte è fissata al 12 gennaio 2014. Le idee si possono presentare on line, compilando la scheda sul sito www.foodwastereduction.it

I primi tre progetti selezionati inizieranno un percorso di pre-incubazione (da febbraio a maggio 2014) e riceveranno un premio di 3.900€ lordi (1.300€ lordi di rimborso spese per 3 mesi), oltre ad una membership (con possibilità di accesso e utilizzo degli spazi) ad Impact Hub Firenze.

Tutti avranno il supporto di Impact Hub Firenze, Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie onlus per l’individuazione di investitori, partners, supporters, imprenditori e media.

Il 23 maggio 2014 sarà selezionato il vincitore che potrà iniziare la fase di incubazione, ricevendo ulteriore supporto tecnico e finanziario come specificato dal regolamento (scaricabile dal sito)

“Food Waste Reduction” rientra nel programma “Hub Fellowship” per il sostegno e il finanziamento di idee imprenditoriali ad alto impatto sociale, promosso all’interno di incubatori e spazi di co-working facenti capo alla rete internazionale Impact Hub.