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Colazione tra Startupper: suggerimenti e idee

La Colazione tra Startupper è un’idea di Impact Hub Bari che ha l’obiettivo di mettere insieme i founders del territorio per condividere esperienze e imparare insieme. Gli incontri tra gli startupper si rivelano sempre molto interessanti ed è per questo che ci piace condividere con voi il punto d’arrivo. Dopo avervi suggerito 4 soluzioni a 4 problemi comuni alle startup pugliesi, di seguito, alcuni spunti e idee per la vostra startup.

II Colazione tra Startupper: 22 Maggio 2015

Chi era presente?

  • Luca e Andrea (Cowciú) hanno creato un’applicazione che ricorda la caccia al tesoro. La loro idea è quella di utilizzarla per azioni di team building e coaching
  • Armando e Luca (marketing) hanno intenzione di aiutare le aziende nel settore energie rinnovabili/efficienza energetica a fare business
  • Giusy Ottonelli (co-founder Barraq e Impact Hub Bari)
  • Miki (ingegnere informatico, sviluppo Android e web) ha partecipato alla Startup School di Mind The Bridge
  • Rino (architetto, progettazione ecosostenibile e design di prodotto)
  • Davide Sirago (CEO startup innovativa in ambito farmaceutico: Carepy)
  • Roberto Bianco (CEO ICAM – Putignano). In Confindustria Bari è responsabile di Match Up un programma che mira a far incontrare le startup innovative con le imprese del territorio che hanno esigenza di innovarsi.

Che cosa è una piattaforma di Crowdfunding e come funziona?

Da una richiesta di Luca e Andrea di Cowciú, neofiti in ambito startup, è partita una discussione su come utilizzare le piattaforme di crowdfunding, in molti casi sono utilissime per far partire dei progetti attraverso la raccolta fondi. Miki ha avuto un’esperienza con la raccolta fondi che non è andata benissimo, ma che è servita per fare esperienza e quindi è sua intenzione capire come fare meglio. Infatti, secondo Miki, per avviare una campagna di crowdfunding è importante avere budget da investire in Marketing e in maniera specifica per permettere di riconoscere quella campagna tra le tante attive. Esistono diversi tipi di piattaforme e, sebbene alcune abbiano una logica molto simile, altre funzionano in modo totalmente differente.

Startup – Quali forme di investimento?

Da tempo si parla di startup e di come aiutarle attraverso fondi di investimento. Sarebbe importante se CCAA, Università e Confindustria agissero in modo sinergico, ma, allo stesso tempo, è facile intuire quanto sia difficile mettere insieme realtá cosí differenti tra di loro a causa di politiche e mission differenti tra le stesse entitá.

Esempio: “Future Lab” è nato dall’azione sinergica di Uniba e Poliba, ma il progetto si è interrotto senza che se ne conoscano le motivazioni. Non sarebbe opportuno un coordinamento più incisivo mirato ad aiutare concretamente chi vuole fare startup sul nostro territorio.

Match tra startupper e imprese locali

Molte aziende locali credono che i cosiddetti startupper di nuova generazion siano inesperti e incompetenti a livello imprenditoriale e di business, ma questa ipotesi non è fondata. È certo che i giovani startupper devono crescere e fare esperienza, come è vero che molti giovani innovatori sono passati da startupper a imprenditori in brevissimo tempo.

III Colazione tra Startupper: 26 Giugno 2015

Chi era presente?

  • Luca (Cowciú)
  • Armando e Luca (marketing) hanno intenzione di aiutare le aziende nel settore energie rinnovabili/efficienza energetica a fare business
  • Davide Sirago (CEO startup innovativa in ambito farmaceutico: Carepy) in Skype Call
  • Giuseppe (sviluppatore/startupper)
  • Francesco (comunicatore/project Manager)
  • Pietro (sviluppatore)

Carepy: startup selezionata

L’incontro è cominciato l’elevator pitch di Davide Sirago per mostrare come gli startupper innovativi si presentano agli investitori. Inoltre, parlando di match tra le imprese, Davide, attualmente di base a Milano, raccontava che Carepy è stata selezionata e inserita sulla piattaforma del Gruppo Ambrosetti che mira a fare match tra imprese europee e startup avviate.

E’ stato proprio il Gruppo Ambrosetti a fare uno screening tra le startup e a contattare il team di Carepy, mettendo a loro disposizione tutti i loro clienti del settore farmaceutico. E’ bene sapere che le startup possono usufruire gratuitamente dei servizi offerti da questa piattaforma. Questo è fare concretamente e praticamente match tra le imprese.

Come tutelare la proprietá intellettuale di un’idea?

Quando lanci un’idea sul mercato è chiaro che questa idea è alla portata di tutti e da quel momento in poi chiunque può rubarla e diventare tuo competitor. Abbiamo analizzato due situazioni diverse:

  • lo startupper che crea un clone della tua idea. Es. È successo con il portale Pazienti.it; dopo il lancio sono nati altri portali simili e applicazioni mobile concorrenti, ma il portale si era giá ben posizionato sul mercato che è rimasto leader indiscusso
  • azienda/multinazionale che vuole rubare l’idea. Una realtá di questo tipo che intercetta il business è predisposta a finanziare l’idea che puó tornare utile piuttosto che a rubarla e riprodurla da zero perché questo avrebbe costi piú elevati in termini di tempo, formazione del team e costo delle risorse.

Per quanto riguarda la protezione del copyright è difficilissimo evitare che qualcuno possa copiare un’idea o un progetto. Più complicato è copiare un software perché “un software non è mai uguale all’altro” (Giuseppe Santoro). In Italia esiste l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti al quale è possibile rivolgersi per registrare il proprio prodotto/servizio/marchio.

La migliore protezione, però, è avere clienti perché è difficilissimo che un utente/cliente cambi applicativo (Es: Vedi il caso WhatsApp, sono uscite tantissime app anche piú performanti e gratuite, ma poiché tutti usano WA, gli utenti preferiscono non cambiare).

Startup: l’importanza del Team

A volte il team di una startup nasce un po’ per caso. Spesso è composto da un gruppo di amici al quale è venuta un’idea geniale bevendo una birra o giocando alla Play Station. Quando, però, l’idea diventa un progetto le cose si fanno serie e possono insorgere problemi. Non si tratta più solo di un gioco, ma entrano in campo fattori piú concreti come la possibilitá di diventare imprenditori. A questo punto, la paura del fallimento può cogliere chi non ha dentro di sè il seme dell’imprenditore e questo può rallentare il team.

In ogni team è fondamentale che ci sia una visione condivisa che deve essere chiara a tutti e tutti i membri devono avere competenze che consentano alla visione di prendere forma. Conclusione: chi non vuole investire (anche in termini di tempo, dato che il tempo è un investimento) o chi non vuole rischiare… Non puó far parte del team!