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Ester Pantaleo, ha conseguito un dottorato in fisica e un’esperienza di ricerca all’estero a Cambridge e Chicago.

Hubber da pochi mesi, lavora su un progetto per la Wikimedia Foundation e sarà protagonista insieme al nostro hubber Massimiliano Arcieri del prossimo Talk: “Internet of Things, Open Source e Community: Cosa ci aspetta il futuro?”  il 18 aprile alle ore 18.00, incuriositi le abbiamo rivolto alcune domande per conoscerla meglio.

 

Di cosa ti occupi?

Sono freelance e sviluppo software e applicazioni web di carattere scientifico o tecnico, oltre che visualizzazioni interattive. Questa è la risposta che dò quando mi chiedono di cosa mi occupo. In realtà però faccio un po’ fatica a definirmi, perchè sono in continua evoluzione. Ho un dottorato di ricerca in Fisica e quasi sei anni di esperienza di ricerca all’estero, all’Università di Cambridge e di Chicago, dove ho lavorato alla definizione e all’implementazione di metodi statistici avanzati. Ora sto lavorando ad un progetto che ho pensato mentre tornavo in Europa dagli Stati Uniti: una applicazione per visualizzare l’albero etimologico delle parole. Ho pensato il progetto, ho cercato i dati, e poi ho cercato un finanziatore. Alla fine il progetto si è concretizzato grazie ad un finanziamento della Wikimedia Foundation. Un paio d’anni fa ero in un laboratorio di Genetica Umana. Oggi sono in un co-working space e lavoro con la Wikimedia Foundation. Chissà fra un anno cosa farò.

 

Cosa ti ha avvicinato al mondo open source e WIKI?

Mi sono avvicinata la prima volta al mondo open source per sviluppare software di ricerca: il sistema operativo nel laboratorio era Linux. Ho iniziato a frequentare il LUG bari (Linux User Group) e lì ho conosciuto persone davvero molto valide. Mi piace la libertà di poter condividere conoscenza senza vincoli. Mi piace l’idea di realizzare qualcosa attraverso la collaborazione e la continua modifica costruttiva di persone con punti di vista diversi.

 

In cosa consiste il tool che hai realizzato?

Il tool si chiama “etytree” da etymology + tree. Si tratta di un dizionario etimologico in forma grafica che visualizza l’albero etimologico delle parole. Il tool funziona ma richiede ancora molto lavoro. E’ ancora in fase di sviluppo.

I dati sono estratti dal dizionario (open source) inglese della Wikimedia Foundation; al momento il database contiene più di 6 milioni di parole in quasi 3500 lingue. Lo scopo del tool è di permettere ad un utente di cercare una qualsiasi parola in qualsiasi lingua e visualizzare quali sono le parole che hanno la stessa radice etimologica in atre lingue, per vedere come tali parole sono evolute nel tempo e nelle diverse lingue.

 

Perchè la scelta di Impact Hub Bari?

Sono stata via quasi sei anni da Bari e non ero aggiornata sulla sua evoluzione. Cercavo contatti dinamici e creativi. Una mia amica conosceva Impact Hub Bari e mi ha suggerito di entrare in contatto con voi. L’idea mi è piaciuta molto. A Chicago, dove lavoravo prima, frequentavo un coworking space al Merchandise Mart e lì seguivo lezioni gratuite e partecipavo ad attività di sviluppo progetti come volontaria dopo il lavoro. Qui a Bari è bello ritrovare un ambiente così dinamico. Ora sto iniziando a creare contatti all’interno dell’Hub e spero si possano anche creare progetti di collaborazione e mi piacerebbe attivare una community di appassionati del mondo Wiki.

 

Progetti per il futuro?

Sono sempre alla ricerca di collaborazioni. Per esempio mi piacerebbe fare consulenza tecnica in ambito scientifico/informatico. Come progetto un po’ più rischioso e creativo mi piacerebbe realizzare un gioco che utilizzi i dati di etimologia che ho estratto con il mio progetto o realizzare applicazioni per e-learning.