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Fabio Ingegno: analizzare l’immagine per raccontare la società

Volete un ritratto? Non vi aspettate che Fabio cominci a scattare dopo qualche minuto, perchè ciò che gli piace di più del suo lavoro è analizzare l’immagine prima di prendere in mano la macchina fotografica…

“Non sono un tipo con molta memoria, tendo a dimenticarmi le cose”. E’ così che Fabio, hubber ormai da qualche anno, è diventato un bravo fotografo e noi siamo orgogliosi di averlo nella nostra community. Classe ’83, Fabio ha ereditato (forse) da suo padre la passione per la fotografia e la magia della camera oscura. Sin da quando si è procurato la prima macchina fotografica digitale (compatta), infatti, ha cominciato a cogliere gli attimi per poi archiviarli sul suo computer: dalle feste di compleanno degli amici ai dettagli dei weekend “ordinari”. La sua voglia di condividere e ricordare (e non di mostrare) dura fino al 2009, anno della sua Laurea in Ingegneria Informatica e del grande regalo: la sua prima Reflex digitale.

Come rendere al meglio l’immagine? E’ una delle prime domande che Fabio si è posto, e uno dei quesiti che lo ha portato a lasciare il lavoro da sviluppatore per dedicarsi completamente alla fotografia. Nel frattempo Fabio studiava musica (altra sua passione), e proprio nella scuola di musica che frequentava è stato avviato un corso di fotografia che non si è fatto sfuggire. Lì non ha imparato a fotografare (perchè col tempo aveva già appreso la tecnica), ma si è innamorato della visione fotografica del suo maestro: è stato il passo in più che lo ha fatto diventare “il Fabio di oggi”.

Mostre, concorsi fotografici e successi gli hanno permesso di ottenere visibilità e lavori importanti. Intorno al 2011 ha deciso di diventare un professionista. Fabio ha esordito con le sfilate di moda, come fotografo ufficiale, ma porta avanti progetti di fotografia sociale di grande spessore. Gli abbiamo chiesto come riesce ad equiparare (eticamente e psicologicamente) i ritratti di donne bellissime e curate con quelli degli homeless con i quali sta realizzando un interessante progetto. La risposta? Secondo Fabio non c’è molta differenza: “Guarda Steven Meisel (uno dei più celebri fotografi di moda al mondo, ndr), è il mio riferimento artistico. Nella fotografia di moda protagonista è la società, non la donna. Non è cosa metti, ma come lo metti che conta. Puoi avere questo maglione, ma è come lo porti, come lo metti che lo rende tale. La fotografia dei senzatetto è sicuramente diversa da quella di moda, soprattutto per un motivo: su una c’è l’analisi del volto, la persona. Sull’altra la valorizzazione di un dettaglio, non un ritratto. Sono due interpretazioni diverse del volto”.

Fabio Ingegno e i senzatetto: quasi pronto il progetto di fotografia sociale

Fabio sta lavorando ad un progetto ambizioso: ritrarre persone senza tetto in un contesto “altro” rispetto a quello che immaginiamo. Estrapolando le persone dal loro ambiente, il cuore del soggetto diventa l’uomo, e non la sua situazione. Normalmente, guardando gli homeless per strada, tendiamo ad allontanarci; quando questi ritratti verranno pubblicati, invece, capiremo che potrebbero rappresentare “chiunque”, persino una cuoca o un avvocato, mansioni che alcuni di loro ricoprivano realmente prima di vivere la strada. L’obiettivo che Fabio Ingegno si è prefisso insieme agli “Avvocati di Strada” (dipartimento di Bari) è un booklet che combini ritratti e testi con lo scopo di umanizzare queste persone.

Inferno, Purgatorio, Paradiso: il lavoro di Fabio sulla figura della “Beauty Recover Specialist”

Sapete cosa fa una BRS? Regala dignità alle donne affette da tumore, aiuta e guida ragazze malate nel non abbandonare la cura del proprio viso.

“Il tumore è terribile – spiega Fabio –  Tutti i farmaci che assume chi deve subire questa malattia sono aggressivi e rovinano la pelle. Perdi fiducia in te stessa perché ti vedi brutta. Qual è la reazione? Non ti vuoi far vedere dagli altri e ti chiudi in te stessa. Il mio progetto descrive un iter che può essere quello canonico per una donna malata e si conclude, finalmente, con la riscoperta della vanità”. Il lavoro, come suggerisce il nome, è composto da 3 gruppi di 3 foto.

Fabio Ingegno beauty recover

Si parte dall’Inferno, fase in cui la donna colpita da tumore (in questo caso, al seno), è chiusa in sè. Piano piano lei prende consapevolezza, ma resta piegata. Il passaggio al Purgatorio è la donna si rialza, ma non sa ancora come comportarsi. Inizia a prendere consapevolezza parlando con se stessa, e tocca la sua parrucca ritrovando la vanità.

Fabio INgegno Purgatorio

Si entra nell’ultima fase, quella del Paradiso, dove c’è il contatto con la beauty recover e con prodotti per il viso di un certo tipo (che nutrono la pelle). I capelli riscrescono, e la protagonista riesce a fare del suo nuovo aspetto un vero e proprio stile… Per vedere con i vostri occhi il progetto “Inferno, Purgatorio, Paradiso”, basta visitare il sito web ufficiale di Fabio Ingegno, dove trovate anche le sue impressioni su vari temi e i suoi inviti alla riflessione.

Parrucche per chi non può: la collaborazione di Fabio con l’associazione “Banca dei Capelli”

Il lavoro di Fabio sulla sensibilità verso i tumori continua con una collaborazione proficua: affiancando la “Banca dei Capelli”, ha fotografato alcune ragazze che hanno donato una ciocca della loro chioma per uno scopo nobile: la produzione di parrucche da donare a quelle donne che non possono permettersi di acquistarne una vera. Il progetto si trova anche su Facebook e ritrae le “donatrici” di una scuola ad Acquaviva.

Fabio Ingegno Banca dei Capelli

Cosa accomuna i progetti di Fabio? E’ il modo in cui “vede” determinati contesti. Il suo consiglio per comprenderlo Guardate le sue immagini e trovate la vostra interpretazione, nulla di più.

Fabio Ingegno è fotografo tecnico, fotografo di moda (per professione e passione), e artista. In più, è membro della community di Impact Hub Bari e autore dei ritratti degli hubbers.
Competenze: Analisi d’immagine, Comunicazione visiva, immagine aziendale, fotografia, post-produzione e retouching. Per contattare Fabio Ingegno e vedere i suoi progetti: http://www.fabioingegno.com